L'Omologazione a Cristo

Se v’è qualche consolazione in Cristo, se v’è qualche conforto d’amore, se v’è qualche comunione di Spirito, se v’è qualche tenerezza d’affetto e (se v’è) qualche compassione, rendete perfetta la mia allegrezza, avendo un medesimo sentimento, un medesimo amore, essendo d’un animo, di un unico sentire; non facendo nulla per spirito di parte o per vanagloria, ma ciascun di voi, con umiltà, stimando altrui da più di se stesso, avendo ciascun di voi riguardo non alle cose proprie, ma anche a quelle degli altri.

Abbiate in voi lo stesso sentimento che è stato in Cristo Gesù; il quale, essendo in forma di Dio non riputò rapina l’essere uguale a Dio, ma annichilì se stesso, prendendo forma di servo e divenendo simile agli uomini; ed essendo trovato nell’esteriore come un uomo, abbassò se stesso, facendosi ubbidiente fino alla morte, e alla morte della croce.

Ed è perciò che Dio lo ha sovranamente innalzato e gli ha dato il nome che è al disopra d’ogni nome, affinché nel nome di Gesù si pieghi ogni ginocchio nei cieli, sulla terra e sotto la terra. Filippesi 2:1-10

Ho evidenziato in grassetto tutti i punti condizionanti del brano per marcare la necessità della nostra omologazione a Cristo (“omologato” significa essere conforme a norme stabilite, ad un modello): ovviamente ciascuno è libero, ma siamo tutti incoraggiati a questa verifica, a questa rettifica, se non vogliamo ritrovarci conformati a questo secolo e omologati al mondo.

A differenza del mondo, Cristo non robotizza ma richiede di spogliarsi di ogni egoismo! Rom 12.2!

Cristo è il modello a cui omologarsi, Egli è l’Autorità che detta le norme di omologazione e dobbiamo corrispondere a Lui, immedesimarci in Lui, identificarci con Lui: essere come Lui, pensare come Lui, parlare come Lui, condurci come Lui! In ogni situazione dovremmo chiederci: che direbbe e/o farebbe Cristo?

I parametri di omologazione partono da Cristo, ma devono servire a fare di noi tanti <uguali anche se distinti>, tutti <uno in Lui>: tranne le nostre differenze psico-fisiche, genetiche e i doni ricevuti dallo Spirito

Santo, siamo invitati a concretizzare la perfetta allegrezza in Cristo con

1. la consolazione in Cristo

2. il conforto d’Amore

3. la comunione dello Spirito

4. la tenerezza d’affetto

5. la compassione

Inoltre, se queste cinque condizioni esistono, lo stesso brano ricorda che questo è possibile solo se abbiamo:

1. un medesimo sentimento

2. un medesimo amore

3. un unico animo

4. un unico sentire

Il fulcro di tutto il brano è <un comando che esige da ciascuno lo stesso sentimento che è stato in Cristo> e che dettaglia cosa riguardò (annichilì Sé stesso prendendo forma di servo facendosi ubbidiente fino alla morte della croce): lo stesso siamo comandati a fare noi, abbassandoci, annichilendoci, cedendo amorevolmente e arrendevolmente all’altro… per il suo bene (l’amore cerca il bene dell’altro, non il proprio interesse. 1Cor 13)!

Infatti, Cristo fece tutto per il nostro bene, nulla per il Suo: per questo fu <sovranamente innalzato da Dio>!

L’uomo cerca di innalzarsi, ma Cristo si abbassò per essere innalzato da Dio cercando non la propria gloria ma quella di Colui che Lo aveva inviato: invece, l’uomo cerca la propria gloria e per questo viene abbassato.

Siamo chiamati ad essere Umili, a praticare realmente la rinuncia al nostro io, alle nostre velleità, alle nostre ragioni: siamo chiamati a cercare le ragioni dell’altro e potremo imparare a farlo contemplando il nostro incomparabile Modello: modello di ubbidienza (v. 8), il Signore ha il diritto di esigere la nostra ubbidienza in ogni cosa, <senza mormorii e senza dispute> (v. 14), senza rivalità e contenzione (2Tim 2.24).

Secondo le Sue stesse parole, <chiunque s’innalza (da solo) sarà abbassato (da Dio), e chi si abbassa (da solo) sarà innalzato (da Dio)> (Lc 14:11 e 18:14).

<Prendete su di voi il mio giogo e imparate da me, perché io sono mansueto e umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre>. Matteo 11:28-29

Gesù è umile e mansueto di cuore: Egli ci chiama ad andare a Lui, a portare il Suo giogo e ad imparare da Lui.

Dobbiamo andare <da Lui> (non da altri), dobbiamo <imparare da Lui> (non di Lui da altri): dobbiamo somigliargli meritandoci il titolo di <Cristiani>, altrimenti è meglio che non ci autodefiniamo tali!

Dobbiamo riferirci a Lui, omologarci a Lui: non al mondo, alle sue filosofie, alla sua cultura, alla sua etica.

La conoscenza umana inorgoglisce, ma l’omologazione a Cristo rende umili.

Impregniamoci della cultura di Cristo per vivere il Vangelo e saremo spirituali, simili a Lui: chi non si mette addosso il giogo di Cristo, non appartiene a Cristo ed è solo bravo ad ostentare quello che non è e no ha!

Dunque, bando alle rivendicazioni e alle contese: omologhiamoci a Cristo e saremo benedetti spargendo il Suo buon odore ovunque siamo, rinnovandoci ogni giorno per essere trasformati a Sua somiglianza. 2Cor4:16

E se chi mi sta vicino, pur definendosi Cristiano, non è omologato a Cristo e si conduce diversamente?

Che fare <se l’altro è un cattivo esempio> che scandalizza anche me? -Nulla, se non pregare e amarlo: ciascuno renderà conto a Cristo di se stesso e ne riceverà la giusta retribuzione. Fil 3.15

Appelliamoci a Cristo, rimettiamoci a Lui e attendiamo pazientemente la giustizia di Dio!

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